Autore Righetti, Francesco
Titolo Studio sull'arte della declamazione teatrale
Luogo di Pubblicazione Torino
Anno 1827
Editore Alliana e Paravia
Edizione I
Numero di Pagine 209
Paese di Pubblicazione ITA
Lingua di Pubblicazione ITA
Note

PUBBLICATO IN: Teatro italiano di Francesco Righetti attore della commedia drammatica al servizio di S.M. il Re di Sardegna.
Il testo costituisce il terzo volume della raccolta.

Secondo l'autore la recitazione non è mera "imitazione servile dei modi, dei gesti, del portamento, della pronunzia" che si trovano in natura, ma è un'arte che ha bisogno di essere perfezionata con la lettura, la riflessione, lo studio. 
Esiste una differenza sostanziale tra la declamazione epica e lirica da quella teatrale. Quest'ultima non deve apparire come “esageratamente gonfia”, finendo per estinguere i tratti di verità necessari alla tragedia per assolvere la funzione di insegnamento morale che la contraddistingue. Bisogna conferire "forza agli argomenti", in modo da farli “sentire” in maniera autentica a chi li ascolta. L'attore deve perciò innanzitutto predisporsi alla percezione del fuoco, della scintilla che arde il suo personaggio. È questa la differenza sostanziale con l'eloquenza. L'attore non è infatti animato da un sentimento generico o da una passione incalzante, ma stabilisce un legame intimo con gli “affetti” del carattere che dovrà portare in scena. Pronuncia, inflessioni, gradazione vocale servono quindi a "dar vita" alle tensioni e ai conflitti ritratti dagli autori drammatici.
Parimenti importanti per la rappresentazione del personaggio sono: la memoria, la nobiltà e maestà, il gesto, l'occhio (che deve avere lo stesso peso ricoperto dal corpo attraverso il gesto), l'orecchio (indispensabile per mettere in moto il proprio animo durante il dialogo con un altro personaggio), l'espressione (unico elemento di derivazione più squisitamente imitativa in relazione alla “natura” e al “vero”; si tratta, di fatto, dello studio e dell'osservazione di usi e abitudini sociali e culturali che forniscono un modello di riferimento per l'interpretazione di un ruolo).

EDIZIONI SUCCESSIVE:
Il testo successivamente occuperà il terzo volume degli Studj sull'arte drammatica pubblicati nel 1834 (vedi).


 

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