| Note |
TITOLO COMPLETO: Studii teorico-pratici sull'arte di recitare e di declamare nelle sue corrispondenze coll'oratoria, colla drammatica e colla musica di E. L. Franceschi.
"L'arte
di ben porger la parola" è ciò che secondo Franceschi è alla base sia
dell'oratoria, sia della recitazione. In entrambi i casi, infatti, è
fondamentale conoscere tecniche basilari come intonazione, accentazione,
inflessione.
A
differenza dell'oratoria, la recitazione, oltre agli aspetti più squisitamente
tecnici legati alla risonanza della parola, deve necessariamente contemplare il
"moto dell'animo", deve cioè legare al suono "un certo gesto, un certo
sembiante", alimentati da un preciso stato d'animo aderente al carattere dato.
Il
testo presenta una dettagliata analisi dell'arte comica. Per l'autore il comico
è l'unico artista la cui opera, diversamente dal pittore o dallo scultore, e
anche dal poeta, nasce e muore con lui. È infatti da considerarsi tanto
"artefice", quanto "materia" stessa. Il suo primo compito è quello di affinare
la sua sfera emotiva e allenarla ad assumere una diversa disposizione a seconda dei
diversi componimenti drammatici che legge di volta in volta. Altrettanto
fondamentale è possedere un perfetto controllo del suo volto, in particolar
modo degli occhi, delle braccia e del tronco in modo da rafforzare la parola o
addirittura, in taluni casi, da poterla supplire.
Necessaria
alla giusta esecuzione dei drammi è la figura del "direttore". Franceschi non
si riferisce né ad un "comico di mestiere" che ha calcato per anni numerosi
palcoscenici, né ad un attore di successo. Si tratta di un capocomico capace di
rispettare l'opera drammatica, tenendo in considerazione quanto espresso
dall'autore nelle "note" e nelle "avvertenze", assicurandosi durante le prove
che "tutto proceda regolarmente e senza controsensi" in modo che ogni attore
possa assumere "posizioni e situazioni" rispondenti al suo personaggio. Questo
"abile maestro di recitazione" deve garantire concerto
e armonia sulla scena. Tale armonia non è da intendersi solo sul piano musicale
del verso, ma va considerata come un parametro imprescindibile che sottende la
messa in scena: costumi, scene, gestione delle comparse, riduzione all'osso degli
interventi del suggeritore.
Terminano
il volume alcuni Aneddoti drammatici e articoli (Gustavo Modena, La Rachel
nella tragedia, Cherubini, L'arte drammatica e la Compagnia Reale sarda). |