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In questo testo Ernesto Rossi porta avanti una serie di riflessioni e considerazioni sullo stato dell'arte drammatica.
Dopo alcune considerazioni di carattere generale (sull'arte, sui concetti di Sentimento e dell'Immaginazione come fondamenti del fare artistico), l'autore entra nel merito della questione, sottolineando il valore dell'Arte Drammatica e la necessità di proteggerla e difenderla contro gli eccessi devianti e gli abusi (immoralità, offese al buon costume) di cui può essere oggetto. Si sofferma, quindi, su alcuni necessari provvedimenti, di natura economica, che dovrebbero in qualche modo disciplinare e tutelare la drammatica così come tutte le altre arti; parallelamente afferma l'urgenza di un Liceo o un Istituto Drammatico, criticando da un lato l'esperienza della R. Scuola di recitazione di Firenze, dall'altra le Società Filodrammatiche. Intimamente connessa con la creazione di un'istituzione di questo tipo dovrebbe essere, poi, l'ammissione in una compagnia fissa e stabile: Liceo e Teatro devono essere, secondo Rossi, necessariamente collegati. |