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LUOGO DI PUBBLICAZIONE ED EDITORE: Roma, Commissione editrice degli scritti di G. Mazzini; Firenze, Tipografia di G. Barbera.
Il testo si apre con una ricostruzione della vicenda esistenziale e artistica di Gustavo Modena cui segue un considerevole numero di lettere, scritte tra l'agosto del 1833 e il gennaio del 1961 e indirizzate a diversi destinatari.
L'epistolario tocca i temi e le questioni più diverse: dalla politica all'arte alla censura. Affronta, dunque, ora argomenti politici (amnistia, moti rivoluzionari, processi) ora tematiche prettamente teatrali (distribuzione delle parti) o drammaturgiche (relative alla lettura di testi che gli vengono sottoposti); talvolta si lamenta, con toni fortemente polemici, dello stato dell'arte in Italia, talaltra parla delle critiche che gli vengono mosse (ad esempio a Parma).
Interessanti risultano soprattutto le lettere in cui esprime giudizi o considerazioni su attori e attrici (ad esempio laddove parla della Petrucci, apprezzandola nonostante le ingenuità per la sua recitazione "naturale" e non ancora "guasta" p. 64) o, rispondendo magari a qualche critica, si sofferma su alcune scelte artistiche (ad esempio laddove spiega come volutamente si sia servito dei "mezzi più ingenui ed efficaci in una declamazione" per rappresentare la Commedia di Dante, p. 288). |