| Note |
È un saggio di 71 pagine che affronta in via preliminare alcune questioni come il bello nell'arte, la sua funzione morale, le qualità artistiche del teatro.
Il testo traccia anche un ritratto dell'artista di teatro: l'attore, la cui opera risiede nel "sentir vivamente", "riprodurre in se medesimo le sensazioni", "saperle trasfonderle in altrui". Così come lo scultore o il pittore, che studiano la passione e il sentimento per conferire movimento ai personaggi da loro ritratti, allo stesso modo l'attore deve comprendere in maniera profonda temperamento e sensibilità del personaggio che dovrà animare. Il suo animo deve essere invaso da passioni potenti, anche quando queste appartengono ad indole e natura diverse dalla sua. Per far ciò la sua formazione deve innanzitutto indirizzarsi verso un'educazione letteraria.
Nel rendere il temperamento di un personaggio l'attore ha due possibilità: se si tratta di un personaggio di fantasia deve studiarne tutte le sfumature, se invece si trova di fronte ad un personaggio storico deve ricostruirne il carattere attraverso le fonti a sua disposizione. In ogni caso, il "vestire" e la "toletta" devono essere messi a punto in maniera accurata.
Anche il canto ricopre un ruolo importantissimo. Provare a piangere o sdegnarsi mentre si canta farà scoprire diverse possibilità di modulare la voce e la parola.
|