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TITOLO COMPLETO: Elementi di mimica di Domenico Buffelli secondo scrittore presso la Ragioneria Provinciale del Friuli.
Divisa in dieci capitoli, l'opera è un vero e proprio studio sull'attore.
Il primo capitolo è un excursus dei principali movimenti dei piedi, delle braccia, delle mani, della testa, del tronco, della bocca e degli occhi. Ciascun movimento esprime un preciso stato d'animo. Anche la voce viene scandagliata secondo numerose possibilità di modulazione.
Oggetto del secondo capitolo è un'analisi delle principali emozioni che l'attore deve rappresentare, estrapolate dalle riflessioni teoriche di Alfieri, Ranieri de' Casalbigi, Engel, Riccoboni.
Nel terzo capitolo l'autore classifica in tre i rami della mimica: il canto, la rapsodia e il dialogo, vale a dire le opere drammatiche, sia comiche che tragiche. La sua attenzione si concentra poi sulla differenza tra la declamazione dell'oratore e il recitar dell'attore.
La distinzione di tre elementi della mimica (voce, gesto e atteggiamento) è l'argomento del capitolo quarto. Dopo aver tracciato la differenza tra "voce nello stato ordinario" e "voce sospinta", afferma che quest'ultima in qualità di elemento che manifesta la natura musicale e armonica della voce sia lo strumento attraverso il quale l'attore è in grado di rendere sensazioni ed emozioni ricorrendo alle sue diverse modulazioni e all'uso strategico delle pause. I gesti (movimenti delle mani e delle braccia) sono individuati come lo strumento attraverso il quale l'attore può "dipingere figuratamente le idee ed i sentimenti". L'atteggiamento è inteso come strumento dell'espressione del personaggio. Nell'accordare un atteggiamento al proprio personaggio l'attore non dovrà risultare né monotono, né caricato o ricercato. Fondamentale sarà inoltre studiare la propria parte in relazione agli altri personaggi in modo da non compromettere l'effetto complessivo della rappresentazione e da restituire un crescendo progressivo e fluido.
I tre elementi della mimica, messi insieme, producono un'espressione. Il capitolo quinto passa in rassegna le diverse espressioni dividendole in sintomatiche o fisiologiche, espansionali ed artificiali. Quelle sintomatiche (timore, brama, ribrezzo) sono movimenti fisici involontari, mentre quelle espansionali (amore, melanconia, tristezza, compassione, gelosia, odio, speranza, ammirazione) esprimono le diverse gradazioni delle passioni. Le espressioni artificiali (distinte in contraffacenti, convenzionali e barnesche) sono esteriori, epidermiche, vuote. |