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TITOLO COMPLETO: Della declamazione per F. Salvi. Preceduta da un cenno biografico su l'autore e pubblicata per cura di Alfonso Salvi.
ANNO: Il testo, scritto non prima del 1797, fu pubblicato solo nel 1878 dal nipote di Salfi.
Salfi introduce il discorso della declamazione teatrale ricostruendone la nascita e lo sviluppo presso i greci e i romani, l'evoluzione nel corso dei secoli in Italia, i progressi in Francia, Inghilterra e Germania. Quindi si sofferma sull'"espressione" in quanto oggetto delle belle arti e si concentra sull'arte drammatica e la declamazione analizzando i vari aspetti che determinano l'arte della declamazione: dalla "pronunciazione" vocale all'oratoria, dalla gesticolazione all'espressione propriamente patetica.
La rappresentazione delle passioni per essere veritiera deve partire dall'osservazione della natura, filtrata attraverso i modelli dell'arte. L'artista sceglie il "bello" dell'espressione naturale e lo imita procedendo a una rielaborazione personale. Ma lo studio dell'oggetto da imitare non basta: l'artista deve identificarsi totalmente, diventando altro da sé pur restando in grado di regolare l'espressione delle passioni più forti. Gli atteggiamenti, i toni, il portamento dell'attore tragico devono comunque adattarsi al carattere "alto" del genere. Salfi analizza poi i "caratteri" propri della tragedia nonché le differenti passioni che possono animarli e il modo di svilupparle. Si concentra, infine, sullo studio della parte che, a suo avviso, deve passare attraverso tre momenti fondamentali: lettura comune, studio particolare, prova generale. Conclude sottolineando la necessità di una scuola pubblica per gli attori, basata su insegnamenti teorici e pratici. |